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Servizi alternativi alla famiglia

Servizi alternativi alla famiglia

Sono previsti, qualora, per diverse ragioni, la permanenza nel contesto di vita pregiudichi il percorso di crescita del minore, l’attivazione di servizi alternativi alla famiglia, quali: l’affidamento famigliare, ai sensi della Legge 149/2001; l’inserimento in strutture comunitarie.

 

L’affidamento familiare é un istituto a tutela del minore espressamente previsto dalla Legge 149/2001, in base alla quale il minore, temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti dagli enti e dai servizi competenti, é affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.

Si interviene, pertanto, con lo strumento dell’affido familiare quando nel nucleo di origine di un minore vi siano difficoltà temporanee che impediscono ai genitori di prendersi cura del minore nei suoi bisogni primari, affettivi, educativi, relazionali.

Nella disciplina delle modalità di assunzione del provvedimento di affidamento familiare vengono dalla legge previste due forme di affido:

- affido consensuale, realizzato con il consenso dei genitori o di chi esercita la patria potestà, è un atto ufficiale disposto dal sindaco del comune di residenza del minore, su indicazioni del servizio sociale e convalidato dal Giudice tutelare.

- affido giudiziario, disposto dal Tribunale per i Minorenni con atto giudiziario, su segnalazione - relazione del servizio sociale.

 

L’Ambito assicura, ove necessario, l’inserimento in comunità del minore nelle forme e nei modi più idonei a garantire allo stesso tutela e sostegno alla sua crescita e al suo benessere psico-fisico. Le procedure di inserimento di minori in struttura residenziale sono di norma attivate a seguito di provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria o da provvedimenti di allontanamento urgente disposto dall’Autorità locale in base all’art. 403 c.c..

Gli operatori possono altresì concordare con la famiglia l’inserimento del minore in strutture residenziali dopo aver comprovato di avere esperito tutti i tentativi per attuare gli interventi alternativi all’istituzionalizzazione. In particolare, in mancanza di un provvedimento emanato dalla competente Autorità Giudiziaria, è indispensabile che l’A.S. acquisisca formale consenso degli esercenti la potestà genitoriale all’inserimento del minore in struttura residenziale

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PIANO DI ZONA 2013-2015

"Linee guida per la predisposizione dei piani di Zona 2013-2015"

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Progetto "Genitori insieme"

Riprenderanno a settembre le iniziative rivolte ai genitori con l'avvio di percorsi di formazione da realizzare in gruppo con la facilitazione di un esperto 

"DAI CHE CE LA FACCIAMO SE INSIEME CE LA GIOCHIAMO" scarica depliant

12 maggio esterno 

 

 

Nei prossimi mesi l'Ambito darà avvio al progetto "Un pò di strada insieme: un percorso per l'affidamento familiare" - Piano di Zona 2012, con una campagna di sensibilizzazione sul territorio e la formazione delle persone interessate (mese di settembre 2012).

Per informazioni e contatti (clicca qui)

Si segnala il sito dell'Associazione

"Il Focolare onlus"

 

Sono ripresi gli incontri del Gruppo di supporto per persone che assistono familiari disabili.

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