Spettacoli
SALE IN BOCCA (2006)
Rappresenta il percorso di crescita compiuto dai giovani all’interno dei gruppi giovanili che si sono creati fin dal 1998, sulla spinta della Legge 285/97 “Disposizioni per la promozioni di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza” , coordinati dall'Associazione Krocus, e offre un’importante occasione di incontro e di ascolto della loro esperienza. Lo spettacolo prevede un interessante miscela di stili espressivi (poesia, musica, canto, pittura, recitazione, proiezione di video…) che dà vita a momenti di diversa intensità emotiva per offrire uno spaccato unico dell’interiorità e delle capacità dei nostri giovani, che hanno sperimentato all’interno dei gruppi relazioni positive con i pari e le figure adulte di riferimento e partecipano attivamente alla vita della collettività.
“I giovani non sono tutti uguali, si dovrebbe parlare della diversità…ma la diversità è un concetto astratto. Vedo la diversità sotto vari punti di vista: il tempo che divide i ragazzi di oggi da quelli di ieri, il modo di vivere, il modo di pensare, come ci si veste, la musica che si ascolta. Insomma, i giovani sono sempre in evoluzione, come i Pokemon, crescono facendo esperienze positive e negative che li aiutano a maturare nel tempo e come il tempo vanno avanti senza fermarsi. Ognuno può scegliere come affrontare questa diversità.” (Sale in Bocca”, 2006)
MODULAZIONI DI FREQUENZE – I GIOVANI E I DIRITTI (2007)
Rappresentazione sul tema dei diritti dei minori, allestita e diretta dai giovani dei gruppi dell’aggregazione giovanile dell’Ambito Distrettuale del Cividalese. Si tratta di uno spettacolo complesso, che unisce ai contenuti la multimedialità. L’evento prende il via da una serie di riflessioni sui diritti dei minori che i giovani hanno sviluppato a partire dal giugno 2007 all’interno dei gruppi dell’aggregazione giovanile. Lo spettacolo si fonda sul concetto della radio come veicolo di comunicazione: nel programma radiofonico uno speaker lancia dei contributi, idealmente da ascoltare, concretamente da vedere. Montaggi audio/video, interviste, musica dal vivo, recitazione, danza, coreografie sono il risultato di una riflessione e, nello stesso tempo, di un’esperienza maturata nel corso degli anni che conferisce oggi ai giovani una competenza artistica che, unita alla possibilità di esprimersi liberamente, permette loro di presentare uno spettacolo dall’alto contenuto artistico e ideale. Il titolo rimanda al linguaggio radiofonico, ma anche al tentativo di modulare le frequenze che ciascuno utilizza nella comunicazione in modo da “sintonizzarsi” su un confronto capace di far emergere una prospettiva comune. Per i giovani artisti questa esperienza è stata, in primo luogo, una sorta di viaggio dentro di sé, un viaggio che ha permesso di far emergere emozioni e riflessioni e di trovare modalità per trasmetterle al pubblico. Il coordinamento è stato curato dagli operatori dell’Associazione Krocus che da anni collabora con l'Ambito Distrettuale nella convinzione che i giovani sono una risorsa e che è possibile contribuire alla partecipazione sociale dei giovani sul territorio, anche affiancando all'attività diretta di intervento rappresentata dai gruppi e dalla formazione, quella di riflessione ed elaborazione delle esperienze. E proprio in questo snodo si colloca MODULAZIONI DI FREQUENZE: pensieri ed emozioni, quindi, che non restano chiusi in un cassetto o scritti su un diario, ma che vengono detti, cantati, danzati ed espressi, perché c'è la voglia di farlo e perché qualcuno ti ha dato un palco per farlo.
“…è proprio vero, e ora lo sappiamo, che non c’è una risposta ma punti di vista unici quanto soggettivi che costituiscono un pensiero che tiene conto di chi vive direttamente ciò che spesso si tenta di definire: questa nostra condizione giovanile e i diritti ad essa annessi e connessi. E’ vero, la sensazione è quella di brancolare nel buio, con una certa insistenza alla fine riesci a vedere e a capire; con ottimismo e convinzione si possono cercare le forme nel buio. E forse allora ci sarà possibile capire che se ci si ascolta ci si comprende e si attenua quella sensazione di essere persone singole, particelle separate le une dalle altre: il mio diritto è il tuo diritto, io posso pretenderlo ma posso anche impegnarmi per costruirlo, per te e per me. Le singole particelle a questo punto si aggregano e diventano molecole di confronto capaci di generare qualcosa di nuovo…” (Modulazioni di frequenze”, 2007)

MI RIGUARDA? - RAPPRESENTAZIONE DI UN PERCORSO SUL DISAGIO GIOVANILE CON IL GIORNALISTA LUCA PAGLIARIE I GRUPPI DELL'AGGREGAZIONE GIOVANILE DEL TERRITORIO (2009)
Affronta il tema del disagio giovanile, attraverso la rappresentazione di un percorso iniziato già a febbraio quando ai giovani è stato proposto di confrontarsi e riflettere su un tema tanto complesso quanto attuale. La prima reazione di fronte a questa proposta è ben riassunta nella frase che uno dei ragazzi ha pronunciato:”Quando si parla di disagio non so mai fino a che punto quello che si dice mi riguarda”. Da loro è nata l'esigenza di coinvolgere e lavorare, per questa occasione con un giornalista: Luca Pagliari, che da anni propone momenti di riflessioni su varie tematiche legate al mondo giovanile. “Mi riguarda?” è proprio il risultato nato dagli spunti offerti dal giornalista, che ha incontrato a Cividale a maggio e a settembre i giovani coinvolti e la rielaborazione personale che i giovani hanno realizzato, nel rispondere alla domanda. I giovani del progetto non sono nuovi a questo tipo di esperienze. Nel 2007 hanno presentato lo spettacolo “Sale in bocca” sul tema della crescita e nel 2008 “Modulazioni di frequenze” sul tema dei diritti: tre esperienze che in qualche modo risultano legate insieme da riflessioni e spunti che si intrecciano e annodano in un percorso unico che al centro di tutto pone la persona umana e le relazioni con gli altri.
Ma è la prima volta sul palco salgono a confronto un adulto e i giovani a rappresentare simbolicamente la possibilità di un patto/alleanza educativa tra generazioni diverse, entrambe protese verso quello che vorremmo fosse un mondo migliore, che nasce soprattutto dalla possibilità del dialogo e del confronto, più che dal fornire risposte e soluzioni definite.
Questa occasione vuole essere non la fine del percorso, ma una tappa che offra la possibilità di riflettere insieme ad altre persone, sensibilizzarle e coinvolgerle nel proseguire insieme nella costruzione di una comunità più attenta e responsabile.
DIVERSI SI DISUGUALI NO (2010)
Presentazione delle riflessioni sul diritto alla diversità e all'integrazione a cura di alcune realtà giovanili e non solo, di alcune scuole secondarie di I e II grado del territorio dell'Ambito, circa 150 tra ragazzi, giovani e adulti. Con la partecipazione del’attore Michele Polo e del professor Davide Zoletto dell'Università di Udine, che ha portato un suo contributo alla riflessione. Partendo dai principi generali dettati sia dalla Dichiarazione universale dei diritti umani che dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, anche quest’anno l’attenzione degli eventi si focalizza su un tema/diritto in particolare, concordato con i gruppi giovanili. Quest’anno il tema è quello del diritto alla diversità e all’integrazione declinato in tutte le sue forme e significati.
La diversità è uno dei valori fondamentali del nostro secolo. La diversità è colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità, fa parte della storia e dell’identità di ogni uomo. Spesso, però, la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e “gli altri”. E’ di certo molto più rassicurante avere a che fare con ciò che già conosciamo, con persone nelle quali ci riconosciamo, in situazioni già collaudate. Quando riusciamo invece a percepire la "differenza" non come un limite alla comunicazione e alla conoscenza, ma come un "valore", una "risorsa", un "diritto", l'incontro con l'altro può diventare anche scontro, ma non discriminazione. E l'educazione diventa scoperta e affermazione della propria identità e, contemporaneamente, valorizzazione delle differenze. Gestire la diversità in quest’ottica, richiede impegno, coraggio, pazienza, ma regala la gioia della scoperta, l’avventura del viaggio, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione. Proprio per questo si è ritenuto importante, in occasione del 20 Novembre, contribuire con l’iniziativa in questione a promuovere una cultura che possa sempre più considerare la diversità non come un elemento da tollerare, ma come un bene da tutelare. A questo punto è nata da sé la proposta di coinvolgere in questo percorso anche le Scuole locali che sono “naturalmente” delle comunità di persone diverse fra loro e che per prime devono garantire di non emarginare chi non è "uguale" o chi non sempre è in grado di seguire il ritmo dei “migliori”. La proposta avanzata alle scuole è stata quella di affrontare la tematica in questione attraverso il linguaggio creativo, espressivo. Infatti è stato sperimentato nelle edizioni precedenti della Settimana e in molte occasioni rivolte ai bambini e ai giovani, che questa modalità comunicativa può diventare particolarmente efficace per dar vita a progetti, per esprimere pensieri, lanciare messaggi, per tradurre idee in concreti percorsi di avvicinamento e conoscenza delle “diverse” realtà.
Come sempre il 20 novembre vuole essere, non solo un evento, ma la tappa di un percorso che permette di rendere visibile il grande lavoro che quotidianamente viene compiuto sul territorio dalle diverse realtà come le scuole, le associazioni, i gruppi giovanili, che partendo spesso da punti di vista ed esperienze anche molto diversi dimostrano che è possibile il confronto, la collaborazione, la condivisione di esperienze e la realizzazione di momenti insieme.