Fondo per l'autonomia possibile
Fondo per l'autonomia possibile e per l'assistenza a lungo termine
Che cos’è il Fondo dell’autonomia possibile?
Il Fondo dell’autonomia possibile è una risorsa che si affianca alla rete dei servizi presenti ad alta integrazione sociosanitaria, per favorire la permanenza delle persone non autosufficienti al proprio domicilio e per sostenere le famiglie nel loro lavoro di cura.
Gli operatori sociali e sanitari, in collaborazione con la persona non autosufficiente e la sua famiglia, elaborano un Progetto personalizzato, che prevede gli interventi necessari e realizzabili in risposta al problema evidenziato. Tra le diverse soluzioni una possibile risposta è rappresentata dal Fondo dell’autonomia possibile.
Il Fondo dell’autonomia possibile si articola in diversi tipi d’intervento che prevedono:
a) assegno per l’autonomia: è un intervento che ha lo scopo di rendere possibile e sostenibile l’assistenza dei familiari a domicilio delle persone in condizioni di grave non autosufficienza;
b) contributo per l’aiuto familiare: è un intervento che ha la finalità di sostenere le situazioni in cui la persona o la famiglia si avvalgono dell’aiuto di addetti all’assistenza familiare ( le cosiddette “badanti” ) per le attività assistenziali di cura;
c) sostegno alla vita indipendente è un intervento che concorre a finanziare i progetti di vita indipendente per le persone con grave disabilità, in grado di autodeterminarsi.
Ogni Ente gestore del Servizio sociale dei Comuni ha a disposizione, per il Fondo dell’autonomia possibile, uno specifico stanziamento: i progetti saranno finanziati fino ad esaurimento del budget disponibile.Con questa normativa vengono sostituite le regole di applicazione relative all’ assegno di cura, al contributo per il personale addetto all’assistenza familiare e ai progetti relativi alla L.162/98
A chi è destinato?
E’ destinato a persone che per la loro condizione di non autosufficienza non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri.
Che cosa è necessario?
- La persona deve essere non autosufficiente o disabile grave. Tale condizione verrà valutata in base ai requisiti previsti dal regolamento sul Fondo per l’autonomia possibile.
- La persona interessata deve produrre la certificazione ISEE (valore max. 35.000 euro) del proprio nucleo familiare. Tale certificazione viene rilasciata gratuitamente dai centri autorizzati ( CAAF, patronati, INPS…). Non è necessaria unicamente per i progetti relativi al sostegno alla vita indipendente.
- La persona interessata, o chi ne fa le veci, deve essere disponibile a condividere e sottoscrivere un progetto personalizzato con i servizi sociosanitari.
Il Progetto personalizzato
Il Progetto personalizzato viene elaborato con la persona non autosufficiente o chi ne fa le veci,il suo contesto familiare ed eventuali altre risorse informali.
Non ci può essere alcuna erogazione economica senza la preventiva predisposizione di un progetto personalizzato, il quale potrebbe anche non contemplare il FAP tra gli interventi attivabili. L’impostazione data, infatti, esclude a priori una sua omologazione a forme di mera contribuzione economica.
Nel progetto personalizzato vengono sintetizzati i problemi relativi all’assistenza familiare e vengono definiti i risultati attesi, gli interventi necessari, le risorse eventualmente messe a disposizione da parte della famiglia, del settore sociale, da quello sanitario, dal volontariato e dalla cooperazione sociale.
Gli interventi previsti dal FAP decorrono dal primo giorno del mese successivo alla definizione del progetto personalizzato che deve essere sottoscritto da parte dell’interessato o da chi ne fa le veci.
Controlli
Sulla corretta realizzazione del progetto L’ente gestore del Servizio Sociale dei Comuni effettua controlli a campione per non meno del 10% dei casi. In caso di mancata realizzazione del progetto o di attuazione difforme dalle prescrizioni contenute nel progetto medesimo, l’Ente gestore ridetermina il contributo in termini commisurati allo scostamento, fino alla decadenza dal beneficio e all’eventuale restituzione delle somme percepite.
A chi mi rivolgo?
Per l’attivazione del FAP è necessario rivolgersi all’assistente sociale della Sede Operativa Territoriale del Comune di residenza della persona interessata e compilare due moduli:
Modulo segnalazione
Modulo consenso
In seguito, in accordo con l’assistente sociale, verrà programmata una visita domiciliare nel corso della quale la stessa procede all’approfondimento valutativo della situazione.
Il caso viene, poi, discusso in sede di Unità di Valutazione Distrettuale dove sono presenti anche il medico di base, il personale sanitario ed eventualmente anche i familiari.
L’UVD elabora il progetto personalizzato individuando obiettivi e azioni e stabilisce l’ammontare del contributo sulla base delle fasce di reddito fornite dal regolamento regionale.